mutuo tasso fisso, millemutui

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In un periodo in cui il tasso fisso è ai minimi storici, continuano le richieste del tasso variabile. Come mai?

La domanda che tutti i futuri mutuatari si chiedono: mutuo tasso fisso o variabile? Nonostante il mutuo tasso fisso sembri la scelta più logica in un periodo come questo in cui gli interessi sono davvero bassi, i mutui tasso variabile sono cresciuti nell’ultimo trimestre del 2019, passando dal 13,8% al 17,1%. Il tutto a svantaggio dei mutui tasso fisso, scesi dall’84,3% all’80,6%.

Cosa è successo in questo frangente? Come mai i mutui variabili hanno avuto un’impennata? Il motivo è da ricondursi alle indicazioni della Banca Centrale Europea, la quale, prima a gennaio e poi di nuovo a marzo, ha confermato che nel corso del 2019 non ci sarà alcun rialzo. Dunque, quando i tempi del rialzo si fanno più dilatati ecco che la scelta dei futuri mutuatari ricade sull’opzione mutuo tasso variabile, sicuramente più vantaggiosa nei primi anni del finanziamento ma teoricamente più rischiosa nel corso del tempo. Inoltre, il governatore della BCE Mario Draghi, il cui mandato scadrà a ottobre, ha confermato che  l’istituto di Francoforte non modificherà il costo del denaro almeno fino alla fine dell’anno, quindi anche dopo il suo mandato. Questa notizia lascia ben sperare che i tassi resteranno bassi ancora a lungo, influenzando la decisione dei mutuatari nel prediligere il tasso variabile.

D’altronde, la scelta tra un mutuo fisso o variabile dipende da diversi fattori, tra i quali la durata. Se consideriamo che secondo il funzionamento del piano di ammortamento di un mutuo, la maggior parte degli interessi viene pagata nella prima parte di vita del contratto, coloro che stipuleranno un variabile non devono preoccuparsi degli eventuali rialzi dei tassi e delle rate per tutta la durata ma solo per poco più della metà. Ad esempio, se si stipula un mutuo a tasso variabile per 15 anni bisogna preoccuparsi del fatto che i tassi non debbano salire troppo per i primi 7/8 anni.

Quindi, conviene stipulare mutui fissi o variabili? Per le durate inferiori a 15 anni, scegliere oggi il tasso variabile può rivelarsi un vantaggio più che un rischio. Questo vale anche per le surroghe di contratti con durata residua inferiore ai 20 anni.

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